Dipendenza in adolescenza

Spesso nell’età adolescenziale la dipendenza è rifugio dall’angoscia derivante dai drammi del processo di separazione individuazione. Mi riferisco all’appuntamento che attende ogni ragazzo tra i 13 e i 18 anni circa. Una fase in cui è necessario fare i conti con alcuni questioni molto importanti:  il fatto di separarsi dal mondo fatato dell’infanzia e di costituirsi come soggetti adulti, sessuati, competenti nel sociale (capaci cioè di avere amici, di essere apprezzati nel mondo extra familiare, di avere una relazione affettiva con un coetaneo, ecc..).

Si tratta di un passaggio che anima paure, dubbi, angosce, molto potenti. Parecchie domande si affastellano nella mente in questo periodo: “Riuscirò a separarmi dai miei genitori? Sarò in grado di farmi apprezzare dagli amici, dagli insegnanti, ecc..? Potrò essere amato da qualcuno che non sia mamma o papà? Riuscirò a sentirmi al sicuro anche nel mondo extra familiare, ad essere adulto, a fare esperienza del mio corpo sessuato? Riuscirò ad essere ammirato e potrò diventare ciò che desidero? “. Dare una risposta soddisfacente a queste domande riassume il processo adolescenziale e consente di realizzare i compiti evolutivi fase specifici imprescindibili per ogni ragazzo e ragazza.

Se qualcosa va storto, se ci sono ostacoli esterni o interni che impediscono di realizzare i compiti evolutivi che presiedono il passaggio dall’essere un bambino al diventare adulto, allora emerge la crisi. E’ in questa situazione che molti giovani adottano un rifugio mentale per affrontare i problemi e la sofferenza cadendo nell’isolamento e nella dipendenza. Il rifugio può essere internet, possono essere i videogiochi, può essere un consumo di sostanze stupefacenti, o anche la relazione di assoggettamento con una persona.

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