Quali sono i tempi necessari ad un trattamento?

Quali sono i tempi necessari perché l’intervento psicologico o di psicoterapia possa raggiungere i suoi obiettivi?

Si tratta di una domanda importante, che spesso interviene nella decisione di intraprendere un percorso psicologico. Non è un mistero, infatti, che questa decisione implica un impegno significativo, dal punto di vista delle risorse di tempo, affettive e non ultimo, economiche. Risulta comprensibile allora che il paziente richieda un orientamento in tal senso.

È possibile fare un’ipotesi sulla tempistica nel corso dei primi colloqui, alla luce di una serie di fattori che devono essere analizzati dal terapeuta insieme al soggetto che sta richiedendo aiuto. I tempi vanno valutati caso per caso e variano in base alla diagnosi, al radicamento del sintomo, al funzionamento della personalità, alle risorse del soggetto, agli obiettivi.

In generale, la durata del trattamento varia molto a seconda del tipo di problematica portata dal paziente e dagli scopi che si pone.

Se l’obiettivo è quello dell’attenuazione dei sintomi (il problema manifesto), può essere raggiunto in tempi relativamente brevi. Normalmente una sintomatologia acuta, per esempio un sintomo di tipo ansioso-depressivo di natura reattiva, può richiedere qualche mese di tempo. Molti sintomi regrediscono quasi subito, non appena si instaura una relazione terapeutica. Questo perché, se la sintomatologia è mantenuta da una pressione emotiva interna, il fatto di creare un canale di comunicazione alternativo con il terapeuta, consente a passioni e sentimenti di fluire e di potere essere elaborati (metabolizzati) senza più bisogno di esprimersi attraverso il sintomo. Di conseguenza quest’ultimo si affievolisce fino a estinguersi.

Naturalmente, ci sono situazioni in cui la sofferenza e la sintomatologia derivano da determinati assetti di funzionamento affettivo interno più resistenti al cambiamento. Si va da situazioni di minore compromissione, in cui è possibile progettare un intervento di psicoterapia breve, a quadri complessi di disturbi della personalità in cui la sintomatologia investe molte aree di funzionamento: in questi casi risulta necessario un intervento di psicoterapia a lungo termine. La durata del trattamento può variare orientativamente dai 4-6 mesi per un intervento di psicoterapia breve, a tempi più significativi per un percorso di psicoterapia a lungo termine.

C’è poi un altro aspetto da considerare. Pur raggiungendo l’obiettivo della regressione dei sintomi in tempi paragonabili agli altri trattamenti psicoterapeutici, a volte la durata di un trattamento di psicoterapia con approccio psicodinamico tende ad allungarsi perché spesso il paziente vuole perseguire una salute che non si limiti alla guarigione dai sintomi, ma che implichi un benessere più generale.

L’approccio psicodinamico, infatti, più di altri approcci, considera il disagio portato dal paziente (per esempio la depressione o l’attacco di panico) come la punta di un iceberg, come la manifestazione di superficie di altre dinamiche che avvengono in “strati” più profondi dell’essere. Queste dinamiche profonde sostengono dal basso il sintomo stesso e condizionano tutti i piani della persona: le sue relazioni, l’umore, i comportamenti, le paure, le preoccupazioni, l’immagine di sé, l’autostima, ecc.

Molte persone quando chiedono una psicoterapia intendono non solo debellare i sintomi, ma spesso desiderano cambiare anche gli equilibri più profondi che li hanno determinati. Capita che pazienti che vengono in terapia per i motivi più disparati, per esempio perché soffrono di ansia, o perché si sentono depressi senza motivo, rabbiosi, irrequieti oppure perché attuano comportamenti che ritengono inopportuni, dopo qualche colloquio, ammettano che dietro a queste problematiche ce ne siano altre. Chi ci chiede aiuto sa che esiste un universo in cui il sintomo si inserisce e da cui deriva. Un universo che comprende il proprio mondo di relazioni, di affetti, il modo in cui ci si sente rispetto agli altri, le aspettative deluse, le preoccupazioni per come si viene considerati dagli altri, il senso di autostima, eccetera. Molti pazienti ci chiedono non solo di sentirsi meno ansiosi, o di avere meno paura o essere meno tristi o meno arrabbiati, ma di capire perché nelle relazioni, alla fine, si ritrovano sempre a fare (o subire) gli stessi errori, da dove viene l’insicurezza, il bisogno di riconoscimento, la scarsa fiducia in sé, l’incapacità ad amare o di farsi amare; oppure chiedono di essere aiutati a capire i motivi per cui non sono accettati dagli altri, perché mettono in campo comportamenti inspiegabili che li danneggiano, perché si sentono confusi, falsi, ecc. La psicoterapia psicodinamica mette mano a tutto questo, non è solo il sintomo ma tutta la persona a cambiare raggiungendo uno stato di maggiore consapevolezza e benessere.

Il rischio di interventi che promettono miracoli, che dichiarano la remissione di tutti i sintomi lavorando solo ed esclusivamente su questi ultimi, senza considerare le variabili più profonde che sostengono il sintomo stesso, è che i risultati non siano duraturi. Sappiamo, infatti, dagli studi di follow-up che, così come molti trattamenti farmacologici, anche certi trattamenti psicoterapeutici, non adeguatamente tarati, sono destinati a sortire effetti superficiali e per questo provvisori. Dopo qualche mese o dopo 1-2 anni i sintomi possono ricomparire nuovamente, magari in forme più gravi che in precedenza.

Volendo, possiamo fare un’analogia con l’ambito organico: se c’è la febbre causata da un’infezione, non è sufficiente curare la prima senza intervenire sulla seconda. Allo stesso modo, gli studi di follow-up ci dicono che gli interventi di psicoterapia troppo orientati sui sintomi e non sulle condizioni psicodinamiche sottostanti possono con maggiore probabilità favorire le recidive.

In conclusione, la durata di una terapia va valutata attentamente e dipende da molteplici fattori. Un intervento di consulenza o di sostegno normalmente ha durata inferiore. Un intervento di psicoterapia breve ha invece bisogno di più tempo. La psicoterapia a lungo termine è quella che, ponendosi come intervento a vasto spettro su tutti i piani di funzionamento della persona, richiede un tempo ancora più lungo. È impossibile quantificarlo con precisione, dipende dalla persona, dalle sue risorse, dalle sue problematiche e dal grado di radicamento entro la personalità di queste ultime. Il mio consiglio è quello di chiedere al terapeuta di fare un’ipotesi una volta valutato il caso specifico.

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