La psicoterapia psicodinamica

Esistono differenti approcci alla psicoterapia, che a loro volta utilizzano riferimenti teorici e metodologie molto diverse tra loro. Gli orientamenti più importanti sono quello psicodinamico, quello cognitivo-comportamentale e quello sistemico.

Mi soffermo su quello psicodinamico perché è l’approccio che utilizzo quotidianamente nella mia pratica clinica.

Il concetto di dinamico si applica a quegli orientamenti che presuppongono l’esistenza, dietro al livello di coscienza,  di un piano psichico sottostante, cioè un inconscio,  in cui sono presenti movimenti di forze, per esempio spinte motivazionali, aggregazioni di affetti, sistemi di memorie implicite, ecc. Queste perturbazioni inconsce, con il loro comporsi o con il loro confliggere, determinano il funzionamento conscio, cioè le manifestazioni della nostra psiche a cui abbiamo accesso, che sappiamo esistere, che sentiamo e conosciamo: le nostre emozioni, i nostri comportamenti, i sintomi.

Il punto di vista psicodinamico coincide quindi, sostanzialmente, con la prospettiva psicoanalitica che, fin dalle sue origini, ha sempre sostenuto un’idea di psiche in cui i fenomeni della coscienza sono  sovraordinati, cioè determinati, da dinamiche inconsce. In quest’ottica i sintomi e la sofferenza psicologica derivano da fenomeni più profondi, che “lavorano” nell’inconscio: conflitti tra istanze psichiche, modelli relazionali interni disfunzionali, deficit strutturali sottostanti. Seguendo questo ragionamento, ne deriva che solo se si affrontano e si risolvono le problematiche sottostanti (inconsce) potremo ridurre la sofferenza e la sintomatologia denunciate dal paziente.

Per fare un esempio, nel caso di una fobia, cioè di un’immotivata e abnorme paura per qualcosa, il punto di vista psicodinamico afferma che il motivo  di quella paura non risiede nella coscienza, il soggetto infatti non sa perché in alcune situazioni  prova quel sentimento incontrollabile di terrore. Allo stesso modo, una persona depressa non sa perché è triste, perché ha voglia di piangere, perché è disperata.

I pazienti non sanno perché stanno male, perché, purtroppo, le ragioni non si trovano a livello di coscienza, esse si nascondono nell’inconscio, ed è lì che vanno ricercate.

La psicoterapia psicodinamica ha elaborato, in più di cento anni di storia, strategie e metodi che le  consentono di ritrovare questi “perché perduti”, per restituirli al paziente, e  consentirgli di liberarsi finalmente dalla sofferenza.

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