Il Sè. L’immagine di noi stessi può influenzare il buon funzionamento della personalità

Il Sé racchiude l’insieme di rappresentazioni, sentimenti ed emozioni che si riferiscono a noi stessi. Ha a che fare con quel variegato universo che comprende come noi ci consideriamo e cosa proviamo per noi stessi. L’immagine che abbiamo di noi, l’ autostima, quanto ci sentiamo sicuri nelle varie situazioni, quanto pensiamo di valere, quanto il sentimento che abbiamo di noi è in grado di rimanere stabile nonostante le critiche e i fallimenti, quanto ci sentiamo giudicati e quanto abbiamo bisogno dell’ammirazione degli altri per sentirci persone degne di esistere.
Le sue dinamiche, dette narcisistiche , sono state messe da uno degli autori più importanti del pensiero psicoanalitico, Heinz Kohut, al centro della riflessione sul funzionamento della personalità. Grazie al suo lavoro, il Sè è diventato sinonimo di personalità, tanto da costituire uno dei filoni più importanti entro la tradizione e il dibattito psicoanalitico, chiamato Psicologia del Sè.
La valutazione del funzionamento del Sè (o narcisistico) ci dà importanti informazioni sul funzionamento della personalità dei nostri pazienti. Gli aspetti da considerare sono:

  1. La persistenza o coesione del Sé è la capacità di avere una idea abbastanza precisa di noi stessi, in merito a chi siamo, cosa vogliamo, quali sono i nostri valori, le capacità e limiti che ci contraddistinguono.
    Le persone con difficoltà a livello del Sè non si sanno descrivere. Se gli si chiede di farlo, spesso lo fanno raccontando del loro lavoro. Emerge una figura sfocata e piatta, senza vitalità. Oppure al contrario questi soggetti si idealizzano, si descrivono irrealisticamente come semi-Dei, creature perfette, amate, vincenti che non falliscono mai.
  2. L’autostima è banalmente quanto ci apprezziamo, quanto siamo contenti di vestire i nostri stessi panni, di essere ciò che siamo. In una condizione normale non è né troppa né troppo poca. Ciò significa volerci bene nel nostro essere soggetti realistici, con determinati talenti ma anche con dei limiti. L’autostima, se insufficiente, determina sentimenti di delusione riguardo ciò che siamo, che facciamo, su come ci considerano gli altri. Se invece e eccessiva, si rischia di cadere nell’idolatria di sè e nell’onnipotenza.
  3. La continuità o coerenza del sé. Altro segno di buon funzionamento della personalità a livello narcisistico (dinamica del sé) e dato da quanto manteniamo l’identità nel tempo, cioè dalla costanza della percezione di noi stessi. In linea di massima dovremo percepirci in modo più o meno costante con il passare dei giorni e passando da un’esperienza ad un’altra. Se una persona manifesta invece una percezione di sè che muta di giorno in giorno e da momento in momento, passando da momenti di vitalità a momenti di impotenza, scarsa fiducia in sè e depressione, questo è un segno di scarsa continuità del sé. Quando ciò succede anche gli altri ci percepiscono come lunatici e instabili. La coerenza del sé indica anche un funzionamento in cui non ci sia una rappresentazione scissa di sé e degli altri. Come se non si potesse che essere o buoni o cattivi, senza gradazioni intermedie. Oppure perfetti o decrepiti, senza un’integrazione realistica che rappresenti se stessi e gli altri come una sintesi di pregi e difetti, di punti di forza e debolezza.
  4. Confini del Sè. Una personalità equilibrata mostra nell’area del Sè la presenza di confini chiari ma permeabili e non rigidi. Questo significa essere in grado di percepire la consistenza delle proprie idee e visioni del mondo, ma essere allo stesso tempo in grado di comprendere che gli altri possano vedere le cose in modo differente. Che questa diversità sia accettabile.
    Spesso chi ha un Sè confuso e poco coeso manifesta anche disturbi relativi ai confini del sé: l’inconsistenza del Sè viene rappresentata allora sul corpo, in forme che richiamano la necessità di definire ed evidenziare la barriera dentro – fuori. Il confine corrisponde spesso con l’epidermite e la necessità di rinforzarlo si esprime attraverso mutilazioni del corpo, tatuaggi, pirsing, interventi plastici, ecc.
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