Stile e disturbo depressivo di personalità

Lo stile depressivo di personalità è caratterizzato in generale da sentimenti  onnipresenti di tristezza,  colpavergogna. Le preoccupazioni dominanti di questi soggetti riguardano la propria inadeguatezza (la persona tende a una eccessiva autocritica  e ad autopunirsi) oppure la perdita di qualcosa o qualcuno che risulta insostituibile e la cui assenza ha irrimediabilmente rovinato l’esistenza.

La distinzione tra uno stile e un disturbo depressivo  è solo di tipo quantitativo. Se i tratti depressivi sono presenti in quantità tali da non compromettere una accettabile qualità di vita della persona allora parleremo stile depressivo di personalità. Se invece l’umore depressivo giunge a impedire al soggetto la possibilità di vivere in modo adeguato le relazioni affettive, lavorative e di fare esperienze di sè soddisfacenti, può essere che ci troviamo in un ambito disfunzionale. In questo caso parleremo di Disturbo depressivo di personalità.

Differenze tra disturbo depressivo e disturbo depressivo di personalità

Gli individui con personalità depressiva provano poco piacere o soddisfazione nelle attività della vita e sono cronicamente inclini a sperimentare affetti dolorosi, soprattutto tristezza, sentimenti di colpa, vergogna e un profondo senso di inadeguatezza.

In presenza di questa tipologia di sintomi è necessario fare una distinzione tra depressione sintomatica, caratterizzata da episodi isolati o ricorrenti di umore depressivo, e disturbo depressivo di personalità, in cui il funzionamento depressivo è cronico e costante.

Per distinguere la patologia depressiva dal disturbo di personalità di tipo depressivo, si può tenere conto del fatto che nel caso di patologia depressiva, sono molto evidenti una serie di sintomi vegetativi (rallentamento psicomotorio, mutamenti di appetito, disturbi del sonno, riduzione del desiderio sessuale) meno presenti nelle personalità depressive.  Mentre la sintomatologia depressiva migliora con i farmaci, il funzionamento depressivo di personalità è refrattaria ai farmaci, essa necessita invece della psicoterapia per modificarsi.

Due tipi di personalità depressive: introiettive e anaclitiche

Le ricerche hanno stabilito l’esistenza di due versioni diverse di depressione, quella introiettiva caratterizzata da autocolpevolizzazione, tendenza all’autocritica e perfezionismo, e quella anaclitica, caratterizzata da vergogna, alta reattività alla perdita e al rifiuto, sentimenti di inadeguatezza e senso di vuoto (Blatt, Bers, 1993; Blatt, 2004).

Quando dinamiche depressive introiettive invadono l’intera personalità, la diagnosi appropriata è di disturbo depressivo di personalità.  Quando sono invece le dinamiche anaclitiche a mostrarsi maggiormente pervasive, si dovrebbe prendere in considerazione anche le diagnosi di disturbo dipendente o di disturbo narcisistico di personalità. Secondo gli studi empirici di Shedler e Westen (2004), la personalità depressiva (che probabilmente include sia la versione anaclitica sia quella introiettiva) è il tipo più comune di struttura della personalità che si incontra in ambito clinico. Gli individui con una personalità patologicamente depressiva soffrono di un affetto disforico cronico, inclusa una disposizione a sentirsi in colpa e/o a provare vergogna.

Le persone depressive con una inclinazione introiettiva cercano dentro di sé la spiegazione delle loro esperienze dolorose. Quando sono maltrattate, rifiutate o abbandonate, tendono a credere che sono loro ad essere in torto e si chiedono cosa hanno fatto di sbagliato. Fanno di tutto per essere “buone”, ma raramente riescono a sentirsi soddisfatte. Sono molto preoccupate per problemi legati al senso del proprio valore e adeguatezza più che  da problemi di tipo relazionale.  Le domande di fondo sono: “Sono stato bravo/a? – Sono corretto/a? – Saranno contenti di me?- Avrò dimostrato che valgo?”

Gli individui con depressione anaclitica si caratterizzano invece per il disagio e la disorganizzazione cui vanno incontro quando fanno esperienza  di perdite e separazioni. ll loro funzionamento psicologico e organizzato attorno ai temi della relazione, degli affetti, della fiducia, dell’intimità, della reciprocità e problematiche simili. Si sentono vuoti, incompleti, soli, e deboli , hanno bisogno dell’altro per ristabilire l’equilibrio. Non sono moralmente perfezionisti ed eccessivamente autocritici come i soggetti introiettivi. Spesso lamentano una disperazione esistenziale, il sentimento che la loro vita sia vuota e priva di significato.

Trattamento

Per i disturbi depressivi di personalità, diversamente dalle situazioni con sintomatologia depressiva, una psicoterapia intensiva a lungo termine è il trattamento di elezione, sia per i  pazienti con caratteristiche introiettive sia per quelli con caratteristiche anaclitiche.

  • Pattern costituzionali-maturativi: possibile predisposizione genetica  alla depressione
  • Tensione/preoccupazione principale: bontà/cattiveria o solitudine/relazionalità
  • Affetti principali: tristezza, senso di colpa, vergogna
  • Credenza patogena caratteristica relativa a se stessi: c’è qualcosa di intrinsecamente cattivo o inadeguato in me
  • Credenza patogena caratteristica relativa alle altre persone: le persone che mi conosceranno davvero mi rifiuteranno
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